Come ho studiato per l’esame da sommelier con NotebookLM e Microsoft Whiteboard

Illustrazione in toni blu e ciano di una persona che studia il vino con NotebookLM, fonti digitali, quiz, flashcard e mappe.

Preparare l’esame da sommelier significa mettere in relazione molte informazioni: vitigni, territori, denominazioni, tecniche di produzione e caratteristiche dei vini. Per organizzare questa parte dello studio ho affiancato ai materiali del corso due strumenti: NotebookLM e Microsoft Whiteboard.

Con il primo ho raccolto le fonti e gli strumenti per approfondire e ripassare; con il secondo ho disposto carte geografiche, appunti e collegamenti su una grande lavagna digitale.

Partire dai materiali del corso

Ho organizzato i miei notebook per percorso e argomento: primo livello, secondo livello dedicato all’Italia e approfondimenti su singoli territori, come Liguria, Valle d’Aosta, Francia, Germania e Valle del Rodano.

Nel notebook “Sommelier secondo livello – ITALIA” ho raccolto nove fonti PDF, tra materiali regionali e documenti dedicati a vitigni e denominazioni. Era la base da cui partire per fare domande e costruire il ripasso.

NotebookLM: dai documenti alle domande

NotebookLM è uno strumento di Google che permette di lavorare con l’intelligenza artificiale a partire da una raccolta di fonti. Nelle schermate qui riportate compare il nome Gemini Notebook.

Nel mio caso, il punto di partenza erano i documenti di studio. Attraverso la chat è possibile chiedere spiegazioni, confrontare argomenti e approfondire passaggi poco chiari. I rimandi alle fonti aiutano a ritrovare il testo da cui nasce una risposta.

Una domanda, per esempio, può essere: “Confronta le denominazioni di questa regione presenti nei documenti, indicando territori e vitigni”. In questo modo i materiali diventano una base da interrogare e riorganizzare.

Notebook del secondo livello sommelier con fonti PDF, conversazione e strumenti di studio.
Il mio notebook dedicato all’Italia: a sinistra le nove fonti, al centro una conversazione di approfondimento, a destra schede, quiz e altri materiali di ripasso.

Come funzionano quiz e flashcard

Una delle funzioni utili per preparare un esame è la possibilità di trasformare le fonti del notebook in quiz e flashcard interattivi.

Dal pannello “Studio” si sceglie il formato da generare. I controlli di personalizzazione permettono di indicare l’argomento e il livello di difficoltà, così da concentrare il ripasso su una parte del programma. I passaggi sono descritti nella guida ufficiale di Google.

Per lo studio del vino, una possibile richiesta è:

Crea un quiz di difficoltà media sui vitigni e sulle denominazioni dell’Italia centrale presenti nelle fonti.

È un esempio di come si può delimitare l’esercizio, invece di generare domande sull’intera raccolta.

I quiz: mettere alla prova la preparazione

I quiz richiedono di rispondere alle domande e confrontarsi con il risultato. Questo passaggio rende più evidente la differenza tra riconoscere un’informazione mentre la si legge e saperla recuperare quando viene richiesta.

Il pulsante “Spiega” permette di approfondire una risposta. Google descrive questa funzione come un modo per chiarire anche gli errori, con citazioni che rimandano ai materiali originali. Una risposta sbagliata può quindi diventare l’inizio di un nuovo approfondimento. Fonte: Google.

Le flashcard: ricordare prima di consultare la risposta

Le flashcard propongono un contenuto da richiamare alla memoria prima di leggere la risposta. Per un aspirante sommelier possono servire, per esempio, a ripassare termini, vitigni e associazioni tra vini e territori.

Si può segnare se la risposta è stata ricordata correttamente e riprendere successivamente le schede sbagliate. Anche qui è disponibile la funzione “Spiega”, utile quando una definizione breve lascia qualche dubbio. Le modalità sono illustrate nella guida alle flashcard e ai quiz.

Dalla domanda al controllo delle fonti

Nella schermata del mio notebook compare un approfondimento sulle denominazioni dell’Abruzzo, collegato a una flashcard. È un esempio concreto di come una domanda breve possa portare a ricostruire il contesto di un territorio.

Le risposte generate richiedono comunque una lettura critica. Soprattutto quando si studiano denominazioni e disciplinari, conta anche la data dei documenti: un materiale può descrivere una situazione precedente. Quando emerge un dubbio, occorre verificare la fonte e il suo aggiornamento.

Microsoft Whiteboard: dare una geografia allo studio

Accanto ai notebook ho utilizzato Microsoft Whiteboard per costruire una grande lavagna di studio. Ho raccolto carte della Francia e di territori italiani, appunti, note colorate e collegamenti.

Lavagna Microsoft Whiteboard con mappe dei territori del vino, appunti e collegamenti.
Una vista d’insieme della mia lavagna: le carte geografiche fanno da riferimento per organizzare gli approfondimenti. A questa scala si vede la struttura del lavoro; per leggere le singole note occorre avvicinarsi.

La lavagna permetteva di passare dalla visione generale al dettaglio di una zona, mantenendo visibile la posizione dei territori. Disporre i contenuti nello spazio era un altro modo per rielaborarli e costruire collegamenti.

Nel mio percorso, NotebookLM e Whiteboard hanno accompagnato la preparazione teorica con attività diverse: interrogare le fonti, ripassare attraverso domande e organizzare visivamente gli argomenti. Un lavoro da affiancare alle lezioni e alla pratica della degustazione, dove le conoscenze sul vino incontrano ciò che si trova nel bicchiere.

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