Dal mio primo PC 286, negli anni Novanta, ai fogli di calcolo di Microsoft 365: una storia personale fatta di formule, programmazione, tentativi e soluzioni concrete.
Il primo PC e quella schermata di SuperCalc
Quando acquistai il mio primo personal computer, all’inizio degli anni Novanta, era un 286. Il sistema operativo era DOS: niente finestre come le intendiamo oggi, niente barra multifunzione, niente assistenti intelligenti. Per lavorare si imparavano comandi e scorciatoie da tastiera.
Uno dei programmi che ricordo di quel periodo è CA-SuperCalc 5. La schermata che accompagna questo articolo è quella della versione 5.1: il logo Computer Associates, costruito con caratteri testuali blu su fondo nero, il copyright 1991 e l’invito a premere un tasto per cominciare. Basta guardarla per tornare idealmente davanti a quel computer.
SuperCalc era un foglio elettronico: righe, colonne, celle e formule. L’idea che mi affascinava era semplice e potente. Non dovevo riscrivere tutti i calcoli ogni volta: potevo descrivere una relazione tra valori, cambiare un dato e ottenere un risultato aggiornato.
Oggi sembra normale, ma per chi scopriva il personal computer era un modo nuovo di affrontare i problemi. Non soltanto usare un programma, ma iniziare a ragionare su come organizzare informazioni e procedure.
Da DOS a Excel: la griglia rimane, cambia il mondo
Excel esisteva già prima degli anni Novanta: debuttò su Macintosh nel 1985 e arrivò su Windows nel 1987. Con la diffusione delle interfacce grafiche, i fogli elettronici diventarono più immediati: mouse, menu, formattazioni, grafici e strumenti sempre più numerosi.
Il cambiamento più interessante, per me, non era però soltanto estetico. Quella griglia poteva diventare un ambiente nel quale progettare modelli di lavoro. Un foglio poteva richiamare dati da un altro, verificare condizioni, evidenziare anomalie, produrre riepiloghi.
A poco a poco ho smesso di vedere Excel come una semplice calcolatrice con tante celle. Ho cominciato a considerarlo uno strumento con cui costruire soluzioni.
Le formule: il primo linguaggio
Il percorso è passato dalle formule più semplici alle funzioni di ricerca, alle condizioni logiche e alle combinazioni di espressioni sempre più articolate. Spesso partivo da un’esigenza concreta e soltanto dopo cercavo di capire quali funzioni mi servissero.
Ho imparato molto sperimentando, leggendo libri, cercando esempi in rete e correggendo i miei errori. È un metodo che mi accompagna ancora oggi: capire il problema, provare una strada, controllare il risultato e migliorare la soluzione.
Con il tempo, le formule non servivano più soltanto a calcolare importi. Potevano controllare dati, organizzare elenchi, costruire riepiloghi e sostenere intere procedure.
VBA: quando Excel diventa un gestionale
Un altro passaggio importante è stato Visual Basic for Applications, o VBA. Con le macro ho potuto automatizzare operazioni ripetitive, collegare parti diverse di un file, controllare inserimenti e creare procedure più strutturate.
Nel 2016 ho iniziato a sviluppare Database SIL. Prima utilizzavo diversi file, ciascuno dedicato a una parte dell’attività; volevo invece costruire un sistema unico, capace di seguire il lavoro dall’inizio alla fine.
Il progetto è cresciuto negli anni attraverso formule, fogli collegati e codice VBA. Non è nato da una soluzione già pronta: molte funzionalità le ho imparate strada facendo, cercando e sperimentando. È stato uno dei momenti in cui ho capito quanto Excel potesse spingersi oltre il suo impiego più tradizionale.
Ne ho raccontato la storia anche nell’articolo Database SIL: come ho costruito da zero un gestionale Excel con VBA.
Power Query e il passaggio dalle celle ai flussi di dati
Con Power Query il mio modo di lavorare è cambiato ancora. Invece di copiare e sistemare manualmente le informazioni, posso progettare passaggi ripetibili per importare, ripulire, trasformare e unire dati provenienti da fonti differenti.
Nel progetto Master Acquisti, ad esempio, ho combinato informazioni da fatture elettroniche XML, anagrafiche fornitori, bonifici, movimenti contabili e piano dei conti. Il risultato è una base dati organizzata, utile per controlli e analisi.
La differenza rispetto a SuperCalc è enorme: allora lavoravo soprattutto sui valori dentro un foglio; oggi posso costruire un processo che alimenta il foglio a partire da più archivi. Eppure la logica di fondo è rimasta la stessa: capire come i dati sono collegati e rendere ripetibili le operazioni.
Anche questo percorso è raccontato in Dal dato al gestionale: innovare il lavoro amministrativo con Excel e Power Query.
Excel per Microsoft 365: matrici dinamiche e LAMBDA
Le versioni più recenti di Excel hanno introdotto strumenti che, quando iniziai a usare i fogli elettronici, sarebbero sembrati quasi fantascienza. Le matrici dinamiche permettono a una formula di restituire più risultati in celle adiacenti; funzioni come FILTRO, UNICI e SEQUENZA aprono nuove possibilità.
Con LET posso dare un nome ai risultati intermedi e rendere più leggibili le formule. Con LAMBDA posso definire funzioni personalizzate senza dover scrivere necessariamente una macro VBA. Ho sperimentato anche formule ricorsive: per chi ama programmare, è un’evoluzione davvero interessante.
La griglia è sempre quella, ma le formule assomigliano sempre più a un linguaggio con cui costruire piccole procedure riutilizzabili.
E adesso c’è anche l’intelligenza artificiale
Oggi utilizzo l’intelligenza artificiale anche come supporto per ragionare sulle formule, progettare trasformazioni Power Query, esaminare codice VBA e confrontare soluzioni alternative. È un modo nuovo di imparare e di sviluppare, non una garanzia automatica di correttezza.
I risultati vanno controllati, le formule testate e i processi compresi. Anzi, più gli strumenti diventano potenti, più conta saper valutare ciò che producono.
Più di trent’anni, la stessa curiosità
Ripensando a quella schermata nera di CA-SuperCalc 5.1, con il grande logo blu fatto di caratteri, mi colpisce quanta strada abbiano fatto i fogli elettronici. Dal DOS a Excel per Microsoft 365, dalle formule elementari alle funzioni personalizzate, dalle macro ai flussi di dati e all’intelligenza artificiale.
Per me il foglio elettronico non è mai stato soltanto un programma d’ufficio. È diventato un laboratorio: un posto dove provare idee, affrontare problemi concreti e imparare qualcosa di nuovo.
Sono cambiati i computer, i programmi e le possibilità. Non è cambiata la curiosità che mi aveva fatto iniziare.


















